Il federalismo fiscale può essere un’opportunità e non un pregiudizio per la Sicilia solo se prevarranno la spinta alla solidarietà ed all’equità del sistema Paese.
La Corte costituzionale ha, da ultimo con la sentenza 116/2010, sistematicamente destrutturato lo statuto, depotenziandone la forza innovativa e ciò è ancor più paradossale quando si spinge nel senso del federalismo fiscale a senso unico, ossia in quello che vuole privilegiare le pulsioni egoistiche della riorganizzazione dello Stato. Si crea così quella che la Conferenza episcopale ha opportunamente definito come “federalismo dell’abbandono” delle aree più deboli del Paese.
Occorre tenere alta la guardia a tutela dei siciliani, in un confronto serrato con il Governo ed il Parlamento nazionali perché l’Italia resti oltre che unita, coesa sul piano economico.







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