13 luglio 2010

di Staff

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Expo Shanghai: Lombardo, “Sicilia in mostra, stimolo per turisti”

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Gaetano Armao, hanno incontrato stamattina a palazzo d’Orleans, una delegazione di giornalisti e operatori della comunicazione cinesi, ospiti in Sicilia per preparare la comunicazione dell’Expo di Shaghai 2010.

Il presidente della Regione, intrattenendosi con i giornalisti, ha spiegato che non c’è un altro posto al mondo dove, nell’arco di tremila anni, si siano costruite tante tracce di civiltà europee e mediterranee. “Un incrocio – ha detto – che ha dato luogo ad una sintesi unica e irripetibile, dall’architettura alla gastronomia. Spero che, quel poco di beni culturali di inestimabile valore che riusciremo a far ammirare ai cinesi, siano da spunto per venire a scoprire questa straordinaria miniera di civiltà di cultura, di lingua, arte e natura che è la Sicilia”.

L’assessore Armao, ricordando che lo stand Italia all’Expo di Shaghai conta circa ottocentomila visitatori al mese, ha detto di essere convinto che la Sicilia non poteva mancare. La sua sarà una presenza di grande prestigio che incuriosirà i cinesi, cosa che già avviene, vista la presenza di 25 giornalisti mandati dalle principali testate conoscere da vicino la nostra terra.

Porteremo i nostri ‘gioielli’ – spiega Armao – dagli argenti di Morgantina alla phiale di Caltavuturo, e la musica Jazz, che la Sicilia ha contribuito a costruire dando i natali anche a due veri protagonisti nel mondo, come Cafiso e Pellerito”.

8 giugno 2010

di Gaetano Armao

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Il federalismo fiscale opportunità per la Sicilia

Il federalismo fiscale può essere un’opportunità e non un pregiudizio per la Sicilia solo se prevarranno la spinta alla solidarietà ed all’equità del sistema Paese.

La Corte costituzionale ha, da ultimo con la sentenza 116/2010, sistematicamente destrutturato lo statuto, depotenziandone la forza innovativa e ciò è ancor più paradossale quando si spinge nel senso del federalismo fiscale a senso unico, ossia in quello che vuole privilegiare le pulsioni egoistiche della riorganizzazione dello Stato. Si crea così quella che la Conferenza episcopale ha opportunamente definito come “federalismo dell’abbandono” delle aree più deboli del Paese.

Occorre tenere alta la guardia a tutela dei siciliani, in un confronto serrato con il Governo ed il Parlamento nazionali perché l’Italia resti oltre che unita, coesa sul piano economico.

29 maggio 2010

di Staff

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Beni culturali. Riaperto a Palermo il Museo del Risorgimento

Oggi a Palermo, dopo quattro anni, il Museo del Risorgimento è stato riaperto al pubblico nei locali della “Società Siciliana per la Storia Patria”.

All’inaugurazione è intervenuto l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identita’ siciliana, Gaetano Armao: “Il governo regionale ha voluto ricordare il centocinquantesimo anniversario della spedizione dei Mille – ha detto Armao – con iniziative mirate tutte ad una rilettura dei fatti del Risorgimento che portarono all’Unità d’Italia“.

“Si tratta di una storia piena di luci ed ombre che occorre analizzare per comprendere i motivi del fallimento delle politiche di coesione nazionale attuate sino ad oggi. I siciliani che hanno sempre creduto ai valori dell’Unità vogliono offrire questo contributo per una vera riunificazione culturale del Paese. E’ molto preoccupante che in epoca di federalismo il dibattito sulle autonomie regionali sia occupato interamente da una disputa sulle risorse, nessuno discute delle vere prerogative politiche che devono caratterizzare qualsiasi autonomia”.

Cosa prevede l’articolo 21 dello Statuto della Regione Siciliana

Sulla base di quanto stabilito dal terzo comma dell’articolo 21 dello Statuto della Regione Siciliana, qualche giorno fa, Raffaele Lombardo ha scritto al presidente Silvio Berlusconi chiedendo di partecipare alla discussione e al voto del Consiglio dei Ministri che si affronterà il tema della realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia.

Art. 21 Statuto Regione Siciliana

1. Il Presidente è Capo del Governo regionale e rappresenta la Regione.

2. Egli rappresenta altresì nella Regione il Governo dello Stato, che può tuttavia inviare temporaneamente propri commissari per la esplicazione di singole funzioni statali.

3. Col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione.

18 maggio 2010

di Staff

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Cosa prevede l’articolo 37 dello Statuto della Regione Siciliana

Riportiamo l’articolo 37 dello Statuto della Regione Siciliana che, come ha sostenuto il governatore Raffaele Lombardo nel corso della puntata de L’infedele andata in onda ieri 17 maggio, se fosse realmente attuato, garantirebbe alla Regione Siciliana entrate fiscali ben maggiori di quelle che attualmente le vengono trasferite dallo Stato centrale.

Art. 37 Statuto Regione Siciliana

1. Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell’accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi.

2. L’imposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima.

15 maggio 2010

di Mario Centorrino

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La Sicilia al centro del dialogo tra Europa e Mediterraneo

In questo particolare momento sono significative tutte le iniziative destinate a parlare della Sicilia, dell’autonomia, dello Statuto. C’è bisogno di riappropriarsi di radici, tradizioni, memoria per uscire dalla sterile contrapposizione tra regioni ricche del Nord e regioni povere del Mezzogiorno, quasi queste ultime stessero subendo un silenzioso processo di secessione.

Il messaggio di Napolitano a Marsala è stato esplicito ed è bene che la Sicilia in tutte le sue componenti economiche e culturali lo raccolga e lo rilanci. E’ stato significativo che la festa dell’Autonomia abbia coinciso con una grande riunione di ministri dell’area sud del Mediterraneo su un’ipotesi macro-regione, nata da Cipro alle Baleari e nella quale la Sicilia avrebbe un ruolo di centralità non solo geografica.

Questa è una piena valorizzazione dell’Autonomia e della capacità di una regione come la Sicilia, grazie alla sua storia, di creare dialogo e reti di comuni interessi tra l’Europa e il Mediterraneo.

15 maggio 2010

di Raffaele Lombardo

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Difendiamo il bene prezioso dell’Autonomia!


Il nostro Statuto compie oggi 64 anni. Ed è diffusa la sensazione che si sia progettato di “pensionarlo” proprio sulla soglia del suo sessantacinquesimo compleanno, mentre si celebra l’unità del Paese che parallelamente, proprio in questi giorni, compie 150 anni.

I siciliani hanno sempre voluto e sostenuto l’unità. Lo conferma la storia. La Sicilia ha dato braccia e sangue per costruire la nazione e per difenderne le frontiere. Ma il Paese non è mai stato più diviso di oggi, tra un nord ricco, evoluto ed inserito nel contesto europeo e un sud povero, arretrato, emarginato.

Le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appena pochi giorni fa, in Sicilia, sono chiare. Il sud ha pagato un prezzo troppo alto alla storia e al progresso dell’Italia. È venuto il momento in cui il resto del Paese debba farsi carico dei problemi del sud. Alla giusta condizione dettata dal Presidente: che la classe politica meridionale faccia un salto di qualità e modifichi alcuni suoi atteggiamenti ormai antistorici.

Nel 2010 l’autonomia siciliana avrebbe dovuto avere la sua apoteosi: l’avvio dell’area di libero scambio nel Mediterraneo avrebbe finalmente reso la Sicilia baricentrica non più e non solo dal punto di vista geografico, ma anche da quello politico economico.

L’area di libero scambio, sancita e solennizzata in accordi internazionali, non è mai partita. Né mai – forse – partirà: semplicemente non se ne parla più. Nessun governo sembra disposto a cedere alle regioni quote della sua sovranità nazionale. Neanche nell’interesse – evidente – delle nazioni che se ne gioverebbero.

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14 maggio 2010

di Gaetano Armao

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La forza d’Italia nell’Unità tra Nord e Sud

La presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di martedì scorso a Marsala è emblema di un’Italia unita.

I nemici di eri e i nemici di oggi dell’unità d’ Italia resteranno sconfitti dalla forza dei siciliani e di tutti gli italiani.

L’unità crescerà e sarà vincente.

Dobbiamo superare le divisioni e le asimmetrie che in questi anni purtroppo si sono sviluppate tra nord e sud. Il sud deve crescere e il nord deve supportare tale crescita, perché altrimenti la Sicilia e tutta l’Italia saranno perdenti.

Il paese, se unito nello sviluppo con i suoi 55 milioni di cittadini, può essere davvero competitivo a livello internazionale, perché quello che hanno costruito Giuseppe Garibaldi e coloro che erano con lui è un grande paese che deve trovare e rilanciare la forza della sua unità.

14 maggio 2010

di Giuseppe Barone

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Sicilia 150. I Mille e l’Unità d’Italia

I manuali di storia indicano la data del 17 marzo 1861 come proclamazione ufficiale del Regno d’Italia al Parlamento di Torino. In realtà, al di là della cronologia istituzionale, l’Italia si è fatta in Sicilia tra il maggio e l’agosto del 1860 grazie alla straordinaria “avventura” della spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi.

Per una serie di circostanze interne (l’antica avversione dei siciliani ai Borbone) ed internazionali (l’intervento dell’Inghilterra e della Francia, l’isolamento diplomatico del Regno delle Due Sicilie) la nostra isola diventò lo spazio politico e militare cruciale per saldare Sud e Nord della penisola in una nuova compagine statale.

La spedizione dei Mille, tuttavia, al di là dei suoi aspetti eroici e mitici, appare ancora oggi come un universo inesplorato di eventi, personaggi, contesti sociali, che meritano una ricognizione più approfondita per cogliere la trama complessa di ombre e di luci su cui si è costruita l’identità della nazione.

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14 maggio 2010

di Staff

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150° anniversario della Spedizione dei Mille, il programma degli eventi

Ecco il programma delle manifestazioni per il 150° anniversario della Spedizione dei Mille:

15 maggio Palermo-Palazzo Abatellis: Uniti dal Mediterraneo – premio Al Idrissi.

15 maggio Palermo-Palazzo Abatellis: installazione opera d’arte contemporanea ‘Il muro del mare’ di Piero Guccione nell’ambito del 64° anniversario dell’Autonomia Siciliana.

15 maggio Palermo-Teatro Politeama: Concerto in occasione del 64° anniversario dell’autonomia siciliana (in collaborazione con la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana).

15 maggio Messina-Teatro Vittorio Emanuele: Concerto in occasione del 64° anniversario dell’autonomia siciliana. (in collaborazione con il Teatro Vittorio Emanuele).

15 maggio Catania-Teatro Bellini: Concerto in occasione del 64° anniversario dell’autonomia siciliana. (in collaborazione con il Teatro Massimo Bellini).

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